| Contemporary Art in Rome |
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A Roma apre il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Un'immagine dello spazio interno del Maxxi (Adnkronos) ultimo aggiornamento: 12 novembre, ore 19:51 Roma, 12 nov. - (Adnkronos/Ign) - Oltre 350 opere e 75mila documenti nei 27mila mq dello spazio museale progettato dall'archistar Zaha Hadid, che ospita anche un auditorium, una biblioteca e una mediateca specializzate. Ma per l'apertura al pubblico bisognerà aspettare la primavera del 2010 Roma, 12 nov. - (Adnkronos/Ign) - Dopo dieci anni di lavori e di attese il Maxxi, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, apre ufficialmente le sue porte. Nato dal faraonico progetto dell' archistar di origine irachena Zaha Hadid e costato 150 milioni di euro, sarà uno dei musei di arte contemporanea più grandi al mondo e aprirà i battenti al pubblico nella primavera del 2010. "Con il Maxxi Roma si pone tra le città più impegnate nell'arte contemporanea", ha affermato oggi il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, all'inaugurazione del Museo. Nella Capitale "nasce uno dei più grandi musei del mondo di arte contemporanea firmato da un architetto internazionale come Zaha Hadid - aggiunge Bondi - Ecco perché oggi è una giornata importante per Roma e per il nostro Paese". Il Maxxi è il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività contemporanea. Il complesso ospita due istituzioni: Maxxi Arte (direttore Anna Mattirolo) e Maxxi Architettura (direttore Margherita Guccione). Ad oggi, fanno parte della collezione del Maxxi Arte oltre 350 opere, tra cui quelle di Boetti, Clemente, Kapoor, Kentridge, Merz, Penone, Pintaldi, Richter, Warhol e molti altri di altrettanto rilievo. Il Maxxi Architettura, con oltre 75mila documenti, comprende gli archivi dei disegni di Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pierluigi Nervi ed altri, oltre ai progetti di autori contemporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo, e alle collezioni di fotografia di autori tra cui Basilico, Barbieri, Jodice, Guidi. Oltre ai due musei, nei suoi circa 27mila mq il Maxxi ospita un auditorium, una biblioteca e una mediateca specializzate, il bookshop, una caffetteria e un bar/ristorante, gallerie per esposizioni temporanee, performances, progetti formativi. La grande piazza che disegna gli spazi esterni potrà poi accogliere opere ed eventi live. ''Il Maxxi nasce con l'idea di manifestare un impegno concreto verso l'arte del futuro'', spiega Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi. L'architetto Zaha Hadid sottolinea come nell'edificio, ''organizzato a più livelli'', le esposizioni ''potranno essere realizzate con grande libertà''. ''Non sarà un museo come gli altri, né sarà un luogo dove esporre le opere d'arte - aggiunge Baldi -. Sarà invece un laboratorio di ricerca per il confronto tra diversi linguaggi contemporanei: design, moda, cinema, pubblicità dialogheranno con l'arte e l'architettura. Una vera e propria fabbrica della creatività che si baserà su tre parole: innovazione, multiculturalità, interdisciplinarità''. Per un miglior sviluppo di questo museo, qualche mese fa è nata la Fondazione Maxxi alla quale, oltre il Mibac, si auspica aderiranno soggetti pubblici e privati. In attesa dell'apertura definitiva in primavera, il Museo sarà eccezionalmente aperto sabato e domenica prossimi in occasione di 'Dialoge 09-MAXXI', installazione coreografica della tedesca Sasha Waltz. .. .. Maxxi: ressa da star per l'inaugurazione.. Abitato è ancora più bello, con le opere che si inseguono sulle pareti incurvate, negli spazi immacolati, nelle sale che all'improvviso si aprono sul percorso del visitatore. O che l'attendono nel grande portico d'ingresso, come il monumentale scheletro di Gino De Dominicis, un'installazione di 24 metri, che cattura l'anima e che di certo diventerà il simbolo di questa kermesse che inaugura il Maxxi. Porte aperte dunque (ma il pubblico pagante potrà accedere solo da domenica) per questo Museo delle Arti e delle Architetture contemporanee, che Sgarbi ha definito "il mausoleo di Zaha Hadid", l'archistar anglo-irachena che l'ha progettato ed ha aspettato 12 anni prima di vederlo realizzato. Ogni volta che cambiava il governo, ha raccontato l'architetto, veniva a Roma con un certo patema d'animo sulle sorti del suo museo, ma il sostegno e l'entusiasmo non sono mai mancati. Anche da parte di Sgarbi, di certo non tenero con l'architettura contemporanea nella capitale, seduto oggi in prima fila con Giovanna Melandri e Giuliano Urbani, due dei ministri che hanno tenuto a battesimo questo ambizioso progetto. Che giustamente il presidente della Fondazione Maxxi Pio Baldi definisce "un'opera collettiva, frutto di molti intelletti", una "grande opera pubblica italiana", per la cui realizzazione sono stati affrontati e superati (con successo) innumerevoli problemi di ordine economico e tecnico. E del resto "non è ancora completata", ha sibilato Zaha Hadid al termine del suo discorso rivolgendosi a Pio Baldi e ringraziandolo di "essere sempre rimasto fedele al progetto". Effettivamente, ha spiegato il presidente, il progetto iniziale era più grande, ma "irrealizzabile dal punto di vista economico" nella sua interezza. La parte completata, ha proseguito Baldi, funziona bene anche da sola e a ottobre sarà inaugurata la struttura (un edificio preesistente della caserma) che ospiterà il ristorante, il book-shop, la biblioteca del museo di via Guido Reni. Rimane comunque la remota speranza che in futuro si possa ampliare l'intero complesso, rendendolo più aderente all'idea iniziale. Già quello che c'é "é un risultato straordinario", un simbolo per il grande architetto Premio Pritzker, che si muove come una star, immancabilmente in nero, smalto color giada, gioielli (dello scultore Anish Kapoor, presente anche nella collezione del Maxxi con una magnifica installazione posizionata in uno dei corridoi centrali), pochette di Prada. A Roma c'era venuta da ragazzina, aveva visto piazze e monumenti (ha ritrovato di recente una sua foto alla Fontana di Trevi) che l'avevano profondamente colpita. Nel suo Maxxi, un punto fermo nel percorso creativo a cavallo tra i periodi dell'astrattismo e degli spazi fluidi, ha voluto rendere omaggio alla città eterna puntando sul gioco delle luci e le stratificazioni che ne contraddistingue gli spazi urbani. Portare luce agli spazi e offrire agli allestitori di collezioni e mostre la massima libertà possibile, è stato dunque lo scopo finale dell'architetto, che ha consegnato un luogo straordinario, "che si impone come segno contemporaneo", ha commentato Vittorio Sgarbi. Per il quale però "non è un museo", non si presta ad allestimenti di pittura, ma è "per artisti che non fanno opere, ma usano lo spazio". Il dibattito è d'obbligo, ma per questi giorni è al centro di una kermesse tipicamente romana, politici (accolto dai fischi e da buuh il ministro Bondi, accusato di aver voluto attribuire al governo Berlusconi i meriti della realizzazione dell'ultradecennale progetto), critici, centinaia di giornalisti in attesa di intervista ad archistar, un gruppetto di abitanti del quartiere (che per primo ha visitato le belle mostre, a dispetto di Sgarbi, egregiamente allestite). Persino un drappello di manifestanti capitanati da Athos De Luca, con un grande striscione con su scritto "Sì al Maxxi, no ai maxi-cartelloni di Alemanno" per contestare la politica delle affissioni del sindaco di Roma. Adnkronos28 maggio, 16:44
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