Contemporary Art in Rome

Annamaria Biagini 

Autrice fantastica  fino al midollo, intensamente conscia dei propri strumenti espressivi   Annamaria Biagini con  'Babudrus ®'  rappresenta  in modo geniale un mondo impossibile, un'architettura irreale, fantastica  che  incanta  e sconcerta  l'uomo affascinato dal surreale e, al tempo stesso, ne soddisfa il bisogno di ordine e di equilibrio. Traspaiono dall'opera e dalle invenzioni di questa artista i suoi molteplici interessi e le variegate fonti di ispirazione, si potrebbe citare il raffinatissimo Klee, Chagall, Kandinsky e la stessa Niki de Saint Phalle...

L'opera della Biagini appartiene  dunque all'immaginario e fa  riemergere ricordi lontani, sensazioni, sogni, fiabe, racconti antichi ambientati in un mondo quasi metafisico che vive però di  realtà  quotidiana. In ˜Babudrus ®' c'è tutto il creato, tutta la natura terrena e celeste: alberi, fiori, foreste, stelle.  L'incanto  nasce proprio da questa atmosfera immaginifica, fiabesca e metafisica ottenuta attraverso la 'conflagrazione' di elementi del reale noti a tutti. Cristina Madini

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Uno splendido acquario simbolico fra esattezza e sogno

Annamaria Biagini è una  pittrice di tutto rispetto e di indiscussa originalità. Essa trae dalla vita l'imprevedibile multiformità  delle cose e i loro ritmi imprevisti; dal 'suo' teatro trae invece la sapienza scenografica, l'astuzia delle campiture, quella varietas che suscita sorpresa e incanto; da se medesima, cioè dal suo talento, trae con un gusto sicuro e raro la capacità  di organizzare tanto vario trovarobato nell'arte misteriosa della rappresentazione dove disegno e forme, colori e toni dispongono e suscitano una realtà  altra.

Livornese, Annamaria Biagini ha una già  intensa storia. Molteplice la sua formazione, nella pittura alla scuola del prestigioso maestro Giancarlo Cocchia; con Sebastiano Trovato allieva di scultura e infine scenografa sotto la direzione di Ferdinando Ghelli.

Oggi l'artista ha conquistato una ricca e riconosciuta esperienza professionale di costumista e scenografa, lavorando nei più importanti teatri italiani di Milano, Genova, Bari, Roma e Firenze. In quest'ultima città , ha più volte collaborato ad allestimenti per il Maggio Musicale Fiorentino. Per Annamaria la pittura  è una sorta di fatale approdo dove la molteplicità delle competenze (dal teatro alla danza) si scioglie finalmente in una libera creatività, cioè nella gratuità  dell'arte.

Partita da dense monocromie, da cretti, da colori macchianti la carta (la tecnica mista su carta le è molto cara), l'artista è via via, e oggi, giunta a una sorta di lenticolare pulizia di rappresentazione sicché ogni suo quadro risulta vario ed organico di una infinita molteplicità  di oggetti reali o irreali che arieggiano a ruote, a sfere (mongolfiere o batisfere?), a minuscoli frammenti di paesaggio, a colonne e colonnati, a fantasiosi asteroidi nello spazio, a farfalle, a ombrelli, a soli, a piante, un insieme situato su sfondi dai teneri e molteplici colori che hanno la silenziosa grazia dell'acquario.

Talora invece la mano disegna (un leggero disegno è sempre all'origine dei suoi lavori) più precise forme: grandi circoli contenenti quel fantastico trovarobato di singolari inesistenze che si è detto (paradiso di un magico orologiaio), e allora l'artista inclina verso una curiosa classicità , quasi da capolettera di medievali messali.

Qualcosa di più, si può indicare nominando gli artisti su cui Annamaria ha più a lungo meditato e dei quali si leggono labili ma significative tracce nella sua opera. Per esempio Bruegel o Ensor, o in elenco alla rinfusa che ha però una logica, Klee e Kandinskij, senza dimenticare i sogni ebraici di Chagall dal quale l'artista sembra derivare quella magica capacità  di sospensione delle immagini in un volo sognato.

Ma il proprium di questa pittrice è senza dubbio tutto suo e sta nell'unire la gratuità  del fantastico, l'acribia lenticolare degli 'oggetti impossibili' rappresentati, in un paesaggio autonomo, allegro e razionale insieme, che ha qualcosa di ludico e qualcosa di profondamente simbolico. Nelle tele della Biagini tutto è esatto ma come è esatto il mondo che non esiste.

Pier Francesco Listri



Pianeta fiorito
tecnica mista su tavola con inserimenti vari

100 x 100 cm

Opere disponibili

 





 

 

 

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