Giuliano Piancastelli è nato a Faenza nel 1967. All'età di 13
anni dipinge il suo primo quadro, intitolato "Ritratto di Donna
Velata". La qualità del dipinto stupisce anche il grande artista
internazionale Domenico Matteucci, che lo incita a creare nuove opere, e
il giovane artista non può che seguire un consiglio tanto autorevole.
Piancastelli si è diplomato Maestro D'Arte presso l'istituto statale
d'arte per la ceramica Gaetano Ballardini di Faenza, ed ha frequentato
l'Accademia delle Belle Arti di Bologna solo per un breve periodo.
Avendo fin dagli inizi della sua carriera uno stile ben definito e una
forte personalità, mal accettava le imposizioni dei professori che
volevano indirizzarlo verso un tipo di pittura più moderna.
Fedele alle opere dei grandi artisti dell'età Vittoriana ed ai
ritrattisti dell'epoca, da vita a pitture che colgono dame e
gentiluomini eleganti, scontrosi e romantici che comunque ben si
inseriscono nel contesto della vita moderna, intramontabili e preziosi,
come in una sfilata di moda e di costume che non ha età. Si può
comunque dire che la sua produzione artistica si divide in due filoni
principali, la ritrattistica e le opere di ispirazione Preraffaellita. A
questi poi si vengono ad aggiungere i paesaggi, le nature morte, i
quadri ispirati alle figure mitologiche o i dipinti con animali.
Insomma, non si può rinchiudere l'arte di Piancastelli in categorie
quali ritrattista o paesaggista, perchè questo artista ama spaziare in
ogni forma dell'arte figurativa.
E' grazie a mostre come "LES FLEURS DU MAL" e "MALINCONIE
SUBLIMI", ecc. ecc. che riesce ad attirare l'attenzione sulla sua
arte, fino ad essere invitato alla BATTERSEA CONTEMPORARY ART FAIR di
Londra nel 2003.
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Come
"Fiori del Male" interiore di vivere, le figure si stagliano
su sfondi oscurati dal velo dell'ignoto o sull'effusione dialettica di
paesaggi e di architetture, evidenziando vivide assonanze di ritmi
timbrici e strutturali. Così, da forme segniche ed efficaci passaggi
tonali si colgono sagome siglate da una verità spazio-temporale in
armonia con la libertà palingenetica dell'arte. Con abbrivi di sogni
dipinti, l'artista estrinseca il sè più recondito e le urgenze di luce
e colore risolvono le istanze di un dialogo con se stesso e con
l'osservatore.
L'indagine introspettiva sull'essere umano, sapientemente tradotta
nell'eloquenza della figura o del ritratto, è la sigla inconfondibile
di Giuliano Piancastelli, pittore di eccelsa abilità segnica e
cromatica che, nel fascino atemporale dell'arte Inglese dell'epoca
Vittoriana, espande calamitanti aure Romantiche, dense di fermenti
Preraffaelliti. Dott.Enzo Dall'Ara