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Varvicchio
Pasquale
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Il Popartshow attraverso le sue
immagini vuole raccontare, interpretare, illustrare, esaltare la cultura
del mito '' POP '' referente indiscusso dell'anima popolare, accettato
trasversalmente da tutti e come tale impossibile da mettere in
discussione.
Il maestro attinge dalla società dei consumi sempre più globalizzata,
amplificata e distribuita dai vari mezzi di comunicazione di massa,
nell' eterno rituale autocelebrativo, vero punto di forza, creando
quell'appeling nel continuo ripetersi, ne consegue un'eterna giovinezza.
I Padri della pop art preferiti: Roy Lichtenstein, Keith Harring, Andy
Warol, e dall'italianissimo Mario Schifano, sono fonte di formazione,
inspirazione per l'artista.
Il linguaggio espressivo utilizzato da Varvicchio è il fumetto, con
l'utilizzo a volte delle nuvolette ( i ballons ), comunicando per
immagini trae una combinazione di slogan, citazioni ironiche, umorismo,
critica e d'omaggi.
La sua è un'arte figurativa, decorativa. I suoi soggetti preferiti,
trasportati nel disegno e nella pittura sono estremamente vari ed
attingono dall’universo iconografico del quotidiano, frammenti più
banali della realtà, derivati dal seducente mondo della pubblicità,
dal fascino della moda, del glamour dei volti delle celebrità, dalle
confezioni dei prodotti di marca e dei loghi che li contraddistingue.
Varvicchio riprende frequentemente in prestito o rielabora in modo
ossessivo alcuni elementi tipici e canoni interpretativi della grafica
dello stile dell'industria cinematografica e televisiva. Le quali
caratteristiche, si sposano perfettamente con il fumetto, creando una
sorta di '' cinefumetto '', con le sue trasposizioni di '' piani
sequenza '' ed '' inquadrature cinematografiche ''. Preoccupandosi di
catturare l'attimo nel suo movimento, il suo fotogramma, recuperando e
salvando quell'effetto statico che il fumetto tende a manifestare per
natura, per poi poterlo replicare a piacimento, all'infinito.
Essi sono spunti di richiamo naturale di riflessione per l'artista,
assorbiti in un contesto panoramico socio culturale specifico di
appartenenza, quello locale urbano romano, città davvero stimolante per
lui, e nella sua estensione rappresentativa di richiamo nazionale, di un
prodotto riconoscibile da tutti, preferibilmente come '' Made in Italy
’’. Mantenendo integro il suo carattere originale, rivissuto e
sviluppato secondo la sua sensibilità positiva e ottimista.
I colori acrilici sono i più usati e preferiti da lui, in particolar
modo quelli vivaci, sia primari che di tipo fluorescente, dai contrasti
fortemente marcati e di segno nero pregnante, in grado di concentrare
meglio le forme isolate del soggetto pittorico. Colori che vengono
sovrapposti l'uno sull'altro con robuste pennellate, privi di sfumature,
senza alcuna pretesa o ricerca di dettagli rifiniti.
I caratteri calligrafici invece, ( oltre ad usare lo stile cartoon/comics
) presentano una gamma di aspetti eleganti ed estremamente raffinati,
del genere comunemente impiegato nelle locandine cinematografiche e
nelle pubblicità, con forme meno sobrie, con maggiore personalità,
comuni nei lavori di design industriale o istituzionale.
Varvicchio attraverso le sue creazioni ha manifestato solo un iniziale
assaggio delle sue straordinarie potenzialità e capacità espressive,
il suo emergente entusiasmo e amore per l’Arte POP è in continuo
divenire.
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'I
love pop'
tecnica
mista su tela 100x100
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